giovedì 3 febbraio 2011

4eme - dimanche


Di nuovo la messa, di nuovo i colori, i «chierichetti » - ammesso che sia questo che sono – in coloratissimi completi a fiori, la musica che ti vibra nel petto, i canti..
Accanto al batterista, un nanetto di massimo 6 anni, con gli occhiali da sole cool del fratello maggiore, che, spuntando di almeno 2 cm ai lati della testa, gli danno un’aria da piccolo alieno. E Claudio. Claudio che quando giudica che sia il momento si infila un tunicone bianco, i paramenti ridotti a una fascia di cotone ricamata a colori vividi, e comincia a parlare. Il tema di oggi é la beatitude, ma la beatitude selon Claudio... le letture, i canti, le preghiere e i discorsi si susseguono e veniamo a scoprire – mi chiedo meravigliata quante delle teste intorno a me lo seguano davvero e quante facciano solo presenza : anche qui la religione é spesso una facciata ipocrita o una serie di doveri cui adempiere – che la beatitudine é l’azione su questa terra, non l’attesa passiva della prossima, l’azione diretta alla giustizia, all’ equità, l’azione – come altro dire ? – politica.. le « gens de béatitude », ci dice Claudio, sono i popoli di Tunisia, Egitto, Yemen che sono scesi in piazza a rivendicare i propri diritti, che hanno voluto manifestare per ricordare ai loro governi quello che la Politica spesso dimentica : che loro sono là su mandato di un popolo e per esso, non per se stessi.
Non ho grandi esperienze di messa, mais ca c’est énorme, quand-meme..

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