mercoledì 30 marzo 2011

Dio

(Thanks Mari)
Dio in Africa è un dato di fatto, irrinunciabile come la pioggia, inquestionabile come la famiglia. Dio, n’import le quel, purchè ce ne sia uno. E già qui fortissimamente si scontra la nostra “ragione” e il loro vivere: che Dio sia al di là di ogni ragione, che non sia materia di dimostrazione (non ultima, non necessaria, quantomeno) è un assurdo in termini, è un inconceivable puro e semplice. C’è: quali altri argomenti, quali prove? Un ateo è un difetto della natura, un cieco, con buona pace ai Lumi.
Una civiltà dell’immanenza, oltre e a dispetto di qualsiasi indottrinamento cattolico, di qualsiasi catechismo. Il Dio africano è partout, impiccione e ubiquo, al lavoro 24/24, continuamente tirato in ballo. Altri occhi per vedere, occhi pronti al miracolo, abituatici anzi, e alla magia (sono le suore locali a trovarne prova convalidante fino nelle scritture, oltre che, bien sur, nel senso comune – comune a loro). E un’altra ragione, una ragione che non si scandalizza, una ragione che non conosce assurdi se non forse la logica, una ragione accogliente e spaziosa, che trova un posto per tutto, che moltiplica i fenomeni, le ragioni e gli enti piuttosto che sussumerli sotto poche, economiche leggi. Un mondo straripante, votato al rigoglio e alla moltiplicazione colonizzato da un impero di semplicità causale diretta a un fine, dall’Economia – il concetto più estraneo, il diametralmente opposto, l’Altro dell’Africa. Decisamente, qui, il percorso più breve tra due punti NON è la linea retta, anzi: la linea retta probabilmente non esiste e se esiste porta all’impasse. Parlare di filosofia in questo contesto è un’esperienza che ha dell’assurdo. Comporta confrontarsi con una ragione ibrida, cresciuta in Africa dalle scuole francesi (dalla padella nella brace), votata a civilizzarsi (ahimè, parole loro), intrisa di culto della scienza e della tecnica, completamente dimentica di un sapere gratuito. È qui che scopro il legame profondo tra l’economico e il gratuito, non il rapporto tra la scienza dei prezzi e la loro assenza, ma quello tra la linea retta - il mezzo adeguato e diretto al fine – e il bighellonare senza mèta: in Africa niente è gratuito (dura esperienza quotidiana) e niente va perso perché il caso non esiste e un destino magico inviluppa ogni gesto, ogni svolta e tornante, intridendolo di valenza, senso e scopo, rendendolo causa occulta e conseguenza imponderabile, inscrivendolo in un tracciato di forze in cui l’uomo è irrimediabilmente, originariamente preso (perso?), parte giocata o parte costituente molto più, molto prima e molto più originariamente che soggetto. Soggetto è chi può compiere un’azione gratuita, chi può avere scopo e sceglie di non averlo. Qui, Dio è l’unico Soggetto.

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