sabato 29 gennaio 2011

2eme

Ritmi monacali, piano piano diventeranno I nostri: sveglia alle otto,
doccia veloce e vestirsi – quanto poco può prendere se non si deve
pensarci, se si evita il trucco, se si lasciano I capelli fluttuare
liberi In ogni diezione – poi giù a colazione, dove già Patrice
comincia a stupire: frutta di ogni tipo, tra cui mango e papaye già
tagliate, patè, frittata, formaggi, la torta della sera prima, pane,
nutella, marmellate, miele, yogurt fatto in casa, caffè, the, latte.
Poi  bureau a cercare di rendersi utili, stringi mille mani, “salut,
ca va?”, sorrisi. A mezzogiorno pranzo, fermati altre 10 volte nei 20
metri dal centro alla casa per stringere altre mani, cercare di
mandare a memoria altri nomi: qui tutti sanno chi sei, tu non sai
nulla di loro.
Pranzo, dicevamo che Bujumbura non è ancora nel gambero rosso, ma
dovrebbe. E non c’è verso di non alzarsi pieni di cibo a scoppiare:
primo, secondo, due contorni, frutta; e la cosa si ripete a cena, con
l’unica variante di dolce e gelato.. poi fino alle 14.30 il centro è
chiuso: ognuno nella propria “celletta” (spartane ma dotate di tutto
il necessario, quella di Lario addirittura una reggia, con doppia
finestra e bagno in camera) a smaltire.. la mia evidentemente da sul
giardinetto della cucina e sul fuori, il che vuol dire voci, passi,
musica, bambini, moto.
Poi di nuovo bureau/biblioteca, ma da prossima settimana saranno
attività, quindi corso di italiano e se minimo minimo arrivo a
rigovernarmela un attimo anche di filosofia.. ad averlo saputo come mi
sarei divertita in questi mesi a cercare di preparare qualcosa! E non
mi troverei ora disperata con dei pessimi testi francesi degli anni
70… anyway, si vedrà.
Alle sei le attività chiudono, il tempo per attardarsi in ufficio o
passare in bagno e alle sette cena, si ripete il rito di pasto
praticamente muto, con milioni di portate che girano fino ad
ucciderti, ma è la migliore morte, soprattutto qui.. e per chi è anche
solo lontanamente sensibile al fascino dell’assurdo è una festa
continua: tagliatelle fatte in casa, pesce fritto, passatelli in
brodo, pizza, polpettine, ragù, diti alla crema, gelato, torta di
mele…
poi un passaggio di autan su modello della pubblicità axe,
vaporizzazione diffusa tipo doccia e à nouveau al bureau, a vedere se
Claudio ha bisogno di qualcosa, controllare la mail, facebook,
ascoltare gli 883 (quasi meglio eros!) e uccidere il tempo con Lario,
Hussein e Epitace. Tra le 21.30 e le 22 rientro e o tv con Claudio e
magari cami e epitace, o chiacchiera in camera di Lario per fare il
punto della sitazione, a sentirlo ripetere per l’ennesima volta
domande di cui già sa che non ho la risposta, o altre alle quail
Camilla ha già più volte risposto negativamene: ma se io gli dico che
non vado la sera? Cioè, se non c’è nulla da fare… insomma io sabato
pensavo di dirgli: oh, allora io mi prendo il pomeriggio, sai, stacco,
sto un po’ per I fatti miei.. che dici?
Povero Lario, poveri noi..
Ma quando avremo fatto I conti con questo e avremo imparato a
giostrarci nelle richieste la cosa sarà più tranquilla, spero, senza
contare che Camilla è da sola mentre noi saremo in due..
solo, sono in servizio, non si scappa.

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