È arrivato Renzo dalla Svizzera. Renzo frequeta il centro praticamente dalla sua apertura, è una specie di veterano qui. Quest’anno ci concede il mese delle sue vacanze di fine semestre, perchè Renzo insegna Greco e latino, è laureato in teologia, esperto di Bibbia, Corano e non violenza e qui al centro si occuperà di fare delle settimane di formazione su questi temi, oltre ad un corso di greco antico. Greco antico a Bujumbura, per I ragazzi dei quartieri nord…
È magro e allampanato, con barba e capelli grigi e incolti che vanno a raggera in tutte le direzioni intorno al viso gentile e a spessi occhiali rossi. Come la maggior parte degli intelligentoni veste malissimo, con corti calzoni e sandali di cuoio che mettono in risalto la bianchezza delle gambe e enormi camicioni: adorabile.
Da quando è arrivato – e gia Hussein me lo aveva pronosticato la sera prima – uno dei computer del bureau è letteralmente sparito sotto una mole impressionante di libri di tutte le taglie e in tutte le lingue, perchè – ovviamente – Renzo legge in italiano, francese, tedesco, greco e latino, ebraico, turco e arabo. Il nuovo testamento in greco con testo a fronte in latino aperto sotto una schermata word in ebraico, la peggiore musica italiana a tutto volume, e Renzo conversa cortesissimo con tutti i giovani che passano di qua, informandosi degli avvenimenti dell’ultimo anno e prestando attenzione a tutti. Come-fa.
Io che qua non riesco nemmeno a concentrarmi abbastanza da pensare ad una soluzione per questa benedetta filosofia.. c’è chi può.
Renzo commenta anche i passi delle letture della messa, il che forse la rende un po’ più istruttiva, mais beaucoup moins amusante.
Stavolta ovviamente è sulla riconciliazione, la pace e la non violenza. dio che ti dice non solo di non uccidere, ma anche di non offendere e ancora di più di non odiare o non incollerirti: non solo l’azione perseguibile dal tribunale degli uomini interessa la relazione con dio, non solo quella è da temere e rifuggire, ma anche quelle che sono le sue eventuali racines nell’intimo della coscienza. Un passo avanti nella consapevolezza rispetto alla pura paura della punizione, ma ancora poco à mon avis. È più forte di me, dio è “troppo comodo”..
un tribunale onniscente, capace di giudicare non solo gli atti ma anche e soprattutto le intenzioni, ma pur sempre un tribunale esterno alla coscienza individuale.. non fare agli altri quanto non vorresti fosse fatto a te, vivere in uno spirito di comunione, rispondere al male con un’azione migliore, fuggire la collera sterile e sviluppare la com-passione.. crescere e migliorarsi, bref.
Non una cosa che devo a dio, non una cosa che devo agli altri, nemmeno. È a me che la devo, in primis, e appunto perché non mi verrà data una seconda chance, non nel tentativo calcolatore e ipocrita di accaparrarmela..
Lo so, semplifico. Ma che bestemmia l’idea di una vita dopo la morte, una perversione che non arrivo proprio a contemplare. Una bella costruzione metaforica, la religione, ma un ennesimo modo di misconoscere la nostra debolezza: riconoscerla e dotarla di senso e scappatoia, nell’ottica religiosa, è tuttuno..
quando l’uomo arriverà ad accettare la propria totale gratuità e mancanza di senso metafisico avremo fatto un bel passo avanti nel rispetto degli altri e del mondo. Amen.





